venerdì 4 settembre 2009

COMUNICATO STAMPA I S V A P
DEL 23 LUGLIO 2009



L’ISVAP fa presente che, sulla base di numerose segnalazione pervenute, è emersa la
commercializzazione di polizze di responsabilità civile auto, essenzialmente in Campania,
intestate
AGF
VOTRE AGENT GENERAL
M JEAN ERIC
9 RUE DU DOCTEUR SIGALLAS
83120 STE MAXIME

Si fa presente che l’AGF è una compagnia assicurativa francese, non abilitata all’esercizio
dell’attività assicurativa sul territorio italiano, e l’ACAM, l’Autorità di vigilanza francese
competente, ritiene che possa esserci un uso fraudolento dei documenti di detta agenzia.
L’Autorità richiama pertanto l’attenzione degli utenti e degli intermediari sulla circostanza che
l’eventuale stipulazione di polizze recanti l’intestazione di cui sopra comporta per i contraenti
l’insussistenza della copertura assicurativa e per gli intermediari lo svolgimento di un’attività
non consentita dalle vigenti disposizioni normative.
Più in generale l’ISVAP raccomanda sempre di verificare, prima della sottoscrizione dei
contratti, che gli stessi siano emessi da imprese regolarmente autorizzate allo svolgimento
dell’attività assicurativa.
Chiarimenti ed informazioni in merito potranno essere chiesti presso la sede di questa
Autorità (Via del Quirinale, 21 – 00187 Roma – telefono: 06. 42.133.1 – telefax: 06.
42.133.206) o acquisiti direttamente attraverso la consultazione del sito Internet
www.isvap.it.
Si pregano gli Organi di informazione di dare il massimo risalto al presente comunicato
nell’interesse degli utenti.
Vendita irregolare di POLIZZE RCA

Comunicato stampa del 6 agosto 2009 a cura dell' ISVAP

L’ISVAP rende noto che è stata segnalata la commercializzazione in Italia di polizze di
responsabilità civile auto intestate alle seguenti imprese con sede nella Repubblica Federale
tedesca o in Polonia: Allianz Versicherungs AG (con sede in Königinstrasse 28, Monaco di
Baviera), Helvetia Schweizerische Versicherungsgesellschaft AG Direktion für Deutschland
Herrn Prof. Dr. Wolfram Wrabetz o Helvetia Versicherung AG (con sede in Berliner
Strasse, 56-58, 60311 Francoforte), Württembergische Partner von Wüstenrot (con sede
in Gutenbergstrasse 30, 70163 Stoccarda), Warta Towarzystwo Ubezpieczeń i
Reasekuracji S.A. (con sede in ul. Chmielna 85/87, 00-805, Varsavia), Powszechny Zakład
Ubezpieczeń (PZU) S.A. (con sede in Al. Jana Pawla II 24, 00-133, Varsavia).
L’ISVAP informa che dette imprese di assicurazione, pur risultando autorizzate nel proprio
Paese di origine all’esercizio del ramo r.c.auto, non hanno mai comunicato l’intenzione di
operare in Italia. L’attività da esse svolta non è pertanto regolare in quanto dette imprese non
dispongono sul territorio nazionale del rappresentante per la gestione dei sinistri e del
rappresentante fiscale né hanno aderito all’UCI e al Fondo di Garanzia per le Vittime della
Strada. Ne consegue che, in caso di sinistro, il danneggiato avente diritto al risarcimento
dovrà rivalersi nei confronti del conducente e del proprietario ai sensi dell’art. 2054 c.c.
ovvero esercitare azione diretta nei confronti dell’impresa.
Più in generale, l’ISVAP raccomanda sempre di verificare, prima della sottoscrizione, che i
contratti siano emessi da imprese regolarmente autorizzate o abilitate allo svolgimento
dell’attività assicurativa in Italia, attraverso la consultazione dell’Albo delle imprese
disponibile sul sito Internet www.isvap.it.
Chiarimenti ed informazioni in merito potranno essere richiesti presso la sede di questa
Autorità (Via del Quirinale, 21 – 00187 Roma – tel. 06.42.133.1 – telefax 06.42.133.206).
Si invitano gli Organi di informazione a dare il massimo risalto al presente comunicato
nell’interesse degli utenti.

mercoledì 2 settembre 2009

Il Motoclub Praia a Mare promuove nell'anno 2009 - 2010 una campagna per sensibilizzare i giovani sull'importanza di seguire le regole del traffico.
Questa campagna è patrocinata dalla Provincia di Cosenza, dal Dipartimento per i trasporti, dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dal Comitato Provinciale di Cosenza, dalla Federazione Motociclistica Italiana Comitato Regionale Calabria e dal Comune di Praia a Mare.

Vi invitiamo a leggere l'erticolo pubblicato sul sito European Road Safety Chaerter cliccando qui

Dal Sole 24 ore: Se lo pneumatico è trascurato c'è un rischio dietro ogni curva

Se lo pneumatico è trascurato c'è un rischio dietro ogni curva

I suggerimenti degli esperti sono orientati soprattutto al controllo della pressione e ad accertare che la gomma non presenti lesioni di sorta
di Silvano Piacentini


Immaginate di guidare un'auto moderna, dotata di ogni tecnologia di sicurezza ma con pneumatici usurati e sgonfi. I dispositivi elettronici servirebbero poco, poiché le cattive condizioni delle gomme pregiudicherebbero tenuta di strada, stabilità, maneggevolezza. E come se non bastasse allungherebbero gli spazi di frenata. Purtroppo le "scarpe" delle automobili, unico contatto tra vettura e strada, sono ancora poco considerate dagli utenti.Lo conferma una recente inchiesta della Michelin: solo una persona su 416 intervistate ha dichiarato di controllare la pressione ogni 15 giorni. E la maggioranza degli interpellati ha affermato di non verificarla mai. Sono disattenzioni ancor più pericolose in estate, quando si sommano numerose criticità: grande caldo, lunghi viaggi a pieno carico, repentini cambiamenti climatici. A questo proposito, è facile incappare in un temporale improvviso con gomme che devono adattarsi di punto in bianco all'asfalto reso scivoloso dalle prime gocce di pioggia, le più pericolose in termini di aderenza. Senza dimenticare il rischio dell'aquaplaning che riduce l'aderenza e rende ardue le correzioni di sterzo. In tali condizioni è necessario più che mai avere pneumatici in perfette condizioni.I più attendibili test assegnano a una gomma gonfiata in maniera insufficiente una vita pari al 40% di una mantenuta a pressione corretta. Pirelli sottolinea che pneumatici a giusta pressione garantiscono prestazioni ottimali del veicolo, una superiore percorrenza chilometrica e un sensibile risparmio economico e di sostituzione gomme. Ma aiutano anche a ridurre consumi ed emissioni.Per questo i consigli Pirelli raccomandano di controllare la pressione almeno una volta al mese, con pneumatici a temperatura ambiente. A questo scopo, la società milanese ha sviluppato e brevettato il sistema K Pressure Optic che, montato al posto dei tappi valvola, permette di valutare a vista se la pressione è corretta.Fermo restando che il controllo delle gomme deve essere svolto periodicamente, prima di partire per le vacanze è d'obbligo un salto dal gommista di fiducia per effettuare tutte le verifiche necessarie. Non solo.«Innanzitutto bisogna togliere gli pneumatici invernali – consiglia Ernesto Garcia Domingo, amministratore delegato di Driver Italia, rete di gommisti specializzati – poiché sono sviluppati per dare il meglio alle basse temperature. Occorre verificare la pressione a freddo, anche della gomma di scorta, rivolgendosi a un professionista. Il quale deve avere le attrezzature indispensabili, compreso l'assetto ruote che permette un perfetto allineamento e garantisce la guida senza oscillazioni della vettura, evitando usure irregolari degli pneumatici. Dinanzi a gomme usurate, mai rimandarne la sostituzione magari pensando di cambiarli dopo l'estate. Affrontare un acquazzone estivo con gomme usurate è molto pericoloso». Dopo aver ricordato che la profondità minima del battistrada ammessa dal Codice della strada è di 1,6 mm, Domingo conclude: «È comunque necessario sostituire le gomme dopo dieci anni dalla data di fabbricazione».Normative a parte, poiché lo pneumatico come ogni altro prodotto si consuma, e un battistrada nuovo misura 7-8 mm di spessore, quando il valore scende sotto i 3 mm la gomma non garantisce più le prestazioni originali e perde in sicurezza.Altri preziosi consigli vengono dai tecnici Michelin: «Gli pneumatici portano e sopportano, unico contatto con il suolo, ma sono i più trascurati dagli automobilisti. Fondamentale per la sicurezza è una pressione corretta anche in funzione del carico. Ma non bisogna dimenticare le lesioni sui fianchi, dovute a urti sui marciapiedi o nelle buche, che possono compromettere la sicurezza. Ed è pericoloso viaggiare con uno pneumatico sgonfio: si deteriora la gomma per surriscaldamento e si penalizza pesantemente la tenuta di strada. Senza parlare dell'usura precoce e dell'aumento di consumi ed emissioni».Per concludere, siamo convinti che occorrerebbero più controlli sullo stato degli pneumatici da parte delle Forze dell'ordine, considerata la disattenzione di troppi automobilisti. Lo spessimetro è ancora molto affidabile a tal proposito. Quanto alla pressione insufficiente, un cicalino simile a quello delle cinture di sicurezza, non sarebbe affatto male.

dal Sole 24 ore: Più di un milione le vite risparmiate grazie alle cinture

31 agosto 2009: Più di un milione le vite risparmiate grazie alle cinture
di Corrado Canali


Da quando esiste ha salvato la vita a più di un milione di persone, preservandone altri svariati milioni da gravi lesioni. È la cintura di sicurezza, che ha festeggiato il cinquantesimo compleanno, avendo esordito su una Volvo Pv544 il 13 agosto 1959. Peraltro, nonostante le normative comunitarie ne prevedano l'impiego obbligatorio, nella media dei paesi Ue la cintura per i sedili anteriori viene snobbata da oltre il 10% degli automobilisti, mentre il 30% non la utilizza per quelli posteriori. In Italia, secondo il Consiglio europeo per la Sicurezza stradale, i trasgressori sono poco meno del 30 per cento.

Inventata in Volvo dall'ingegner Nils Ivar Bohlin, la cintura a tre punti è una pietra miliare nella protezione di chi sta in auto. «La sua arma vincente è l'efficacia con cui trattiene le persone sul sedile» spiega Lennart Johansson, responsabile sistemi interni della Volvo. Casa che è stata anche la prima, nel 1967, a dotare di cinture tutti i suoi modelli, per poi cederne gratuitamente il brevetto ai concorrenti garantendone la rapida diffusione.
Nell'Unione europea, nel solo 2008, le cinture hanno salvato 13mila vite, e si sarebbero potuti evitare almeno altri 4.300 decessi se gli occupanti delle vetture coinvolte in incidenti le avessero allacciate. Arrivare entro il 2020 al loro uso generalizzato – in tutti i paesi e da parte di tutti gli occupanti - è una delle dieci azioni sollecitate all'Onu dalla Commissione per la sicurezza stradale globale, con l'obiettivo di dimezzare il numero dei morti sulle strade, dagli attuali 1,9 milioni di vittime annue a un milione.

Secondo l'Istituto federale tedesco sulla ricerca stradale, se tutti indossassero le cinture di sicurezza si potrebbe ridurre del 17,8% il numero degli infortuni dalle conseguenze spesso fatali. Chi le indossa ha inoltre il 50% di possibilità in più di sopravvivere in caso di incidente grave. L'obbligatorietà non è però stata sufficiente a garantirne l'effettivo uso. La perdita di punti patente, le multe e le spie che ricordano di indossarle si sono rivelati finora gli interventi più efficaci.
In particolare si sono dimostrate utili le spie di segnalazione, peraltro non presenti su tutti i veicoli. Nel 2008 ne era dotato il 77% di quelli venduti, ma in Italia la percentuale cala al 63 per cento. Nella classifica continentale i meno diligenti sono gli automobilisti dell'Est e del Sud Europa, mentre i più virtuosi sono quelli tedeschi e francesi, per i quali il "tasso di allacciamento" oscilla tra il 90 e il 100 per cento. Per quanto riguarda l'Italia, secondo i dati diffusi dall'Aci, nel 2008 sono state elevate 49.840 multe per il mancato uso dei sistemi di contenimento (cinture e seggiolini per bambini).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ricostruzione degli incidenti stradali: qualificazione dei tecnici addetti

Ricostruzione degli incidenti stradali: qualificazione dei tecnici addetti

Rispetto ad alcuni anni fa le tecniche di ricostruzione degli incidenti stradali si sono evolute. Le nuove tecnologie si avvalgono di processi scientifici di investigazione ed analisi che trattano sia la dinamica e le modalità dell'incidente, sia le cause e le responsabilità.
La nuova norma UNI 11294:2008 "Qualificazione dei tecnici per la ricostruzione e l'analisi degli incidenti stradali" è un nuovo e utile strumento che fornisce un insieme minimo di conoscenze tecnico-giuridiche per la qualifica dei tecnici che, a partire dall’esame dei rilievi di ogni tipo effettuati durante gli accertamenti, conducono a una corretta ricostruzione degli eventi, delle cause tecniche che li hanno determinati e dei comportamenti delle persone coinvolte negli incidenti stradali.
Il documento in oggetto copre le competenze necessarie per operare nei confronti di tutti i tipi di incidenti stradali che coinvolgono gli utenti della strada, sia conducenti di veicoli che pedoni.

Elaborata in seno alla Commissione Costruzioni stradali ed opere civili delle infrastrutture, la norma nasce dall’esigenza di uniformare, a livello nazionale, le competenze dei tecnici in materia di infortunistica del traffico e della circolazione stradale.

Oltre ai principi generali, la UNI 11294 tratta i requisiti di conoscenza professionale che il ricostruttore deve possedere nelle aree:

giuridica;
modellistica (che comprende la meccanica del'incidente e gli aspetti tecnici del veicolo e della strada);
ricostruzione (che comprende le tecniche di ricostruzione, l'analisi dei guasti e delle cause, il fattore umano, la biomeccanica);
rilievi e accertamenti.

--------------------------------------------------------------------------------
Per informazioni tecniche:
Divisione Costruzioni UNI
e-mail: costruzioni@uni.com

Per informazioni commerciali:
Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail: diffusione@uni.com

10/10/2008

Motodays e

Motodays e "Il fare della sicurezza stradale" - Saloni - Motonline

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martedì 1 settembre 2009

Gomme e sicurezza, i controlli da fare


24 luglio 2009 Corriere della Sera - Motori

Gomme e sicurezza, i controlli da fare
Pressione, usura del battistrada. Se sono a posto aiutano anche a risparmiare


Le gomme sgonfie o danneggiate, dovrebbero saperlo tutti, peggiorano la tenuta di strada e aumentano la possibilità di incidente. Di quanto, però, fino a ieri rimaneva un mistero. Assogomma e Federpneus dopo una concreta ricerca sul campo sono arrivati a calcolare che la percentuale di essere coinvolti in un incidente aumenta di quattro volte. Un dato impressionante. Dai dati di questo studio, che si basa sui controlli che le Forze di Polizia di regioni, province e comuni hanno realizzato su oltre 10.000 veicoli dal Trentino alla Puglia passando per la Lombardia, la Toscana, l'Emilia Romagna e le Marche emerge il medesimo risultato: gli italiani non controllano le gomme, operazione che si deve fare per aumentare la sicurezza della guida almeno una volta al mese e che porta via solo qualche minuto.

RISCHIO QUADRUPLICATO I dati d’altronde parlano chiaro: la gomma danneggiata o sgonfia fa crescere il rischio d’incidente. Infatti se, sui 10.000 controlli svolti, la percentuale di auto fermate che presentavano gomme con danni visibili era del 2,7%, questa percentuale è aumentata quasi di quattro volte nei rilevamenti eseguiti in caso di incidente salendo al 9,3%. E non c’è solo il rischio incidente. La gomma non gonfiata correttamente incide in modo notevole sui consumi di carburante e di conseguenza sui costi di esercizio.

PIU’ ARIA, MENO CARBURANTE Un problema affrontato e messo in evidenza più volte. Perché in questi anni sono state numerose le campagne d’informazione realizzate dai diversi produttori di pneumatici (Bridgestone, Continental, Goodyear, Michelin, Pirelli eccetera), per sensibilizzare gli automobilisti a prendersi cura delle gomme. Da poco è tornata a scendere in campo Michelin Italia con un tour battezzato “+ aria – carburante”. Il meccanismo è semplice e per questo molto efficace. Un team di personale specializzato Michelin Italia organizza nei parcheggi dei grandi centri commerciali un’area dedicata alla verifica e al controllo delle gomme e offre gratuitamente e senza impegno di alcun tipo un vero expertise sullo stato di vita degli pneumatici delle vetture di chi si vuole sottoporre al test.

1300 CONTROLLI I risultati delle prime tre tappe del tour “+ aria – carburante”, che ha esordito a Parma, si è spostato a Brescia ed è approdato a Torino e continuerà in altre località italiane, sono stati clamorosi. Dai numeri raccolti sulle 1.300 auto controllate è emerso un dato allarmante: oltre il 50% delle auto, quindi un’auto su due, viaggia in condizioni precarie, con pneumatici sgonfi o troppo gonfi. Di queste vetture sei su cento raggiungono picchi di pericolosità grave, perché la pressione delle loro gomme è inferiore di oltre 1 atmosfera rispetto a quella prescritta. Insomma una radiografia dello stato degli pneumatici decisamente allarmante, soprattutto alla vigilia degli esodi estivi.

16 VETTURE CON GOMME FORATE Anche se si può logicamente ipotizzare che di solito decide di approfittare di questo test gratuito chi pensa di non avere le gomme a posto, le confidenze raccolte da un buon numero di automobilisti è sconcertante. C’è chi non ha mai fatto controllare la pressione delle gomme da quando ha acquistato l’auto. Chi pensa che basta il controllo che viene fatto in occasione del tagliando, per molte auto fissato ormai a intervalli di 30.000 km. Chi viaggiava con una gomma forata: 16 casi su 1300 controlli. Chi non sa che usare l’auto con le gomme alla giusta pressione permette di risparmiare un piccolo gruzzolo di denaro.

INQUINARE MENO Gli esperti di Michelin Italiana hanno spiegato a tutti come una corretta manutenzione degli pneumatici possa influire in termini di sicurezza, economia di carburante e minor impatto ambientale. Il 20% del consumo di carburante, infatti, e quindi di emissione di anidride carbonica nell’aria, è assorbito dalla resistenza al rotolamento degli pneumatici; resistenza al rotolamento che ha un impatto ancora più importante nei percorsi urbani, dove arresti e partenze sono molto frequenti e aumenta quando gli pneumatici sono sgonfi. La differenza di consumo di carburante tra pneumatici gonfiati correttamente e pneumatici sottogonfiati varia dal 5 al 15 % e quando crescono i consumi di carburante aumentano di conseguenza le emissioni di CO2 in atmosfera con evidenti danni ambientali.

RISPARMI DA 50 A 150 EURO SU MILLE Non bisogna poi dimenticare che gli pneumatici sgonfi sono meno sicuri in quanto offrono performance inferiori in termini di aderenza, di controllo del veicolo e lavorando in modo non corretto si usurano più in fretta. Quindi l’automobilista che adotta la semplice abitudine di controllare ogni tre settimane gli pneumatici si assicura molteplici vantaggi: risparmio di carburante (da 50 a 150 euro ogni mille euro di spesa), maggior sicurezza, miglior durata degli pneumatici – una corretta pressione favorisce un consumo più regolare del battistrada - e minor inquinamento.

Paolo Artemi
24 luglio 2009

Danno biologico per lesioni si lieve entità

Aggiornamento annuale degli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.

(Decreto del 19.6.2009 - Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2009 )


Si riporta di seguito il Decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 19 giugno 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 9 luglio 2009, con cui è stato pubblicata la nuova tabella del danno biologico di lieve entità (sotto i 9 punti di invalidità permanente) ex art. 139 del Codice delle Assicurazioni (Dlgs 209/2005)


IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Visto il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il Codice delle assicurazioni private;Visto, in particolare, l'art. 139, comma 5, del predetto Codice, ai sensi del quale gli importi indicati nel comma 1 del medesimo articolo sono aggiornati annualmente con decreto dei Ministro delle Attivita' produttive (ora dello Sviluppo economico) in misura corrispondente alla variazione dell'indice nazionale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, accertata dall' ISTAT;Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, con il quale e' stato istituito il Ministero dello sviluppo economico;Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante «Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo, in applicazione dell'art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244»;Visto l'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo al mese di aprile 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale n. 119 del 25 maggio 2009;Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, in data 24 giugno 2008, adottato ai sensi dell'art. 139, comma 5, del Codice delle assicurazioni private, con il quale gli importi di cui al predetto art. 139, comma 1, sono stati da ultimo aggiornati alla variazione del sopracitato indice ISTAT a decorrere dal mese di aprile 2008;Ritenuto di dover adeguare gli importi di cui al citato decreto del Ministro dello sviluppo economico in data 24 giugno 2008, applicando la maggiorazione dell'1,0% pari alla variazione percentuale del predetto indice ISTAT, a decorrere dal mese di aprile 2009;
Decreta:
Art. 1.
A decorrere dal mese di aprile 2009, gli importi indicati nel comma 1 dell'art. 139 del Codice delle assicurazioni private e rideterminati, da ultimo, con il decreto ministeriale 24 giugno 2008, sono aggiornati nelle seguenti misure:- settecentoventotto euro e sedici centesimi per quanto riguarda l'importo relativo al valore del primo punto di invalidita', di cui alla lettera a);- quarantadue euro e quarantotto centesimi per quanto riguarda l'importo relativo ad ogni giorno di inabilita' assoluta, di cui alla lettera b).Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.Roma, 19 giugno 2009
Il Ministro : Scajola


Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2009-07-09&task=dettaglio&numgu=157&redaz=09A07732&tmstp=1251806790263